Orlandini Art Studio Italy
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Dicono Di Me


PAOLO LEVI
Artisti e Opere 1998
Cataloghi d’Arte Contemporanea
Giorgio Mondadori Editore

Fabrizio Orlandini è uno scultore e creatore di gioielli, dove l’intelligente fantasia della forma si rinnova
costantemente. I suoi disegni - composizioni raffinate chiuse e concluse - rappresentano sovente
l’anticamera delle più importanti sperimentazioni plastiche e dei suoi preziosi monili. Sia nelle sculture
espressivamente forti sia nei dipinti e gioielli si avvertono radici arcaiche. Come certi artisti del primo Novecento,
egli pare avere fatto suoi  certi messaggi pagani della cultura egizia, africana e anche dell’America Latina.


PAOLO RIZZI 1993
ASPETTI DELL’ARTE EMERGENTE ITALIANA1993
Catalogo Mostra Ponzano Veneto - TREVISO

..Fabrizio Orlandini è uno scultore che opera all’interno di un organicismo plastico di base simbolico-espressiva.
La forma si avviluppa in cadenze interne che non sono mai casuali,ma obbediscono ad un ordine unitario che è alla
base stessa della vita:Si arriva,in questo modo,ad una metamorfosi del reale che esaspera i valori espressivi al limite
del grottesco,magari unendo elementi diversi e cercando di ricomporli con effetti di stupefatto choc visivo e psicologico.
E’ la magia di un totem rifatto con moderna sensibilità.


GIAMPAOLO THOREL 1994
“Fabrizio Orlandini Scultore”
Arte Expo  PADOVA

Vi è continuità logica e contenutistica nelle opere scultoree di Fabrizio Orlandini. Una sorta di gestazione marmorea,
nella fase delle doglie, spinge quasi il “conceptus”ad emergere e a trovarsi nel sito che è poi l’habitat umano.E’ una genesi
senza confini etnici e senza sommissioni culturali o accademiche.Ne fa testimonianza l’eclettismo di Orlandini che è più un
segno di innovazione creativa che di comoda ecquiescenza.


MARIO GUIDOTTI
Scultori del libro Expo Vicenza  1997  Catalogo

Più complessa e allusiva  l’opera di Fabrizio Orlandini in travertino - marmo - cristallo:”Fissandolo nel buio con lo sguardo di
smeraldo”. Lo smeraldo è l’occhio del lettore incastonato nel volto che riunisce le due pagine del libro aperto; nell’arte di
questo lucchese complesso e senza specifiche parentele artistiche.


ERNESTO BORELLI 1988
“INTORNO ALL’IMMAGINE”
Catalogo Mostra Chiesa S.Cristoforo - Lucca
 
Fabrizio Orlandini persegue da anni e con totale impegno una sua problematica fatta di volumi,fiducioso nei valori sostanziali e ricorrenti della scultura.Non lo interessa seguire una particolare corrente,importante è avere uno spazio per sè,per le proprie fantasie iperreali, per rendere esplicito l’eccesso di sentimento e di energia interiore in forme cariche di tensione,aggrovigliate,metamorfiche;così la testa dell’uomo e del cavallo diventano un privilegiato sigillo iconografico,un intreccio emblematico,
destinato al pari degli altri - la figura in piedi,il pesce, la locusta, a svilupparsi in nuove combinazioni plastiche.La realtà rimane,nonostante tutto,il costante punto di riferimento della sua fantasia,ma non una realta inerte,immobile esempio:Fabrizio la rinnova,facilitato da un estro inventivo non comune,la reinterpreta in chiave talora abnorme oppure sottolinea parossisticamente le fasce muscolari,le articolazioni strutturali,le ingigantisce.
Anche quando non sembra,è un operazione continua di favolosa rigenerazione. Il nucleo dei suoi interssi è in un problema creativo di forme,che dal regno vegetale e animale passano vicendovolmente nell’umano,ma la sua scultura è anche ansia di liberazione,risposta diretta ai nostri piccoli e grandi difetti di uomini, alla nostra realtà sociale.


ANTONIO GIUSTI

..un  particolare patrimonio genetico sembra spingere gli artisti lucchesi ad allontanarsi dalla realtà per rifugiarsi nella favola e nel sogno. Forse è la città stessa che fa sognare e che in certe ore del giorno perde la sua realtà e diventa pura poesia onirica.
E così i suoi artisti hanno assorbito lentamente nel loro DNA queste atmosfere fiabesche per proiettarle nei loro mondi poetici. E a questo mondo magico appartiene di diritto  anche Fabrizio Orlandini, artista altamente dotato  che da anni si è imposto alla attenzione nazionale ed internazionale per il suo non comune talento artistico.
Fabrizio è un uomo concreto, genuino, trasparente e da lui forse ci aspetteremmo un arte naturalista insomma fatta di figure o fome contingenti o quotidiane, invece egli non sfugge alla regola rigorosa degli artisti lucchesi, e nella solitudine della sua elaborazione artistica, fugge il reale e conquista il mondo della metafora e del sogno.
Conversando con lui non diresti mai quanto quest’uomo sia un raffinato intellettuale, che plasma le sue forme in modo fino e colto, con una perizia tecnica da artista rinascimentale, continuando così una tradizione cinquecentesca che lui conosce a menadito.
Ecco perché all’inizio ho parlato di Orlandini come di un manierista del ventunesimo secolo, perché come tutti i manieristi di razza, a cominciare da Michelangelo e così via attraverso Giambologna, Ammannati e Buontalenti, il nostro gioca sull’antinaturalismo, sul grottesco, sulle intricate forme ibride che niente hanno a che vedere col reale da dove la linea morbidissima suggerisce e plasma singolari metamorfosi.
Come i grandi del cinquecento Orlandini ama le metafore. Le ibridazioni ardite, le raffinate conmistioni fra l’elemento umano e animale o vegetale. Orlandini è una artista di grande talento che ho imparato a stimare prima ancora di conoscerlo personalmente, e che in un opera vista a Lucca tanti anni fa mi fece venire in mente (scusate se è poco) il genio del Tribolo o del bizzarro Buontalenti delle Girandole.

 
MARIO ROCCHI 1992
“FABRIZIO ORLANDINI:           
Il Fascino di una Scultura Carica di Mistero
 
Il Professionista - Rivista Mensile
 
Nel panorama della scultura italiana, se si escludono ovviamente i vari capostipiti piccoli o grandi che siano,è difficile trovare elementi di chiara originalità. Non che esistano epigoni e solo epigoni, ma le correnti dominanti, le personalità influenti, hanno lasciato poco spazio all’immaginazione per cui solo chi ha una forte personalità da potersi staccare dagli influssi esterni che a volte sono opprimenti, può creare un suo discorso personale, singolare originale. Ci viene in mente tutto questo iniziando il viaggio misterioso, fitto di carica emotiva, di emozione sensibile generata da una lettura senza filtri, attraverso la scultura di Fabrizio Orlandini, artista lucchese di grosso spessore. Viaggio misterioso lungo lo spazio che circonda le sue opere le quali riescono ad attivare particolari meccanismi immaginativi, quindi viaggio anche attraverso la memoria, il sogno, la nostalgia di una presenza che solo la pressante incomunicabilità può negare. Gli elementi costitutivi delle sculture e le loro molteplici reciprocità, ci troviamo di fronte ad opere prive di qualsiasi
contaminazione vedutistica, nel senso che tutte sono costruite non tanto per riproporre la realtà vera, ma per farne rivivere una apparente, che nasce non da un’entità oggettuale ma da una spinta interiore che analizza certo la realtà, ma che la rimanda a concetti di masse, di equilibrio fra di esse, di forme estrapolate , dalle loro funzioni e modificate nella loro struttura originaria.
Tutto questo,fatto con una perfetta conoscenza dei mezzi tecnici tanto che l’Orlandini oggi non conosce limiti di materiali.


GIULIANO CENTRODI
Scultori del libro Expo Vicenza  1997 Catalogo
 
Da un immagine onirica, come annota la scheda dell’artista, trae l’ispirazione la scultura di Fabrizio Orlandini. E con inserimento orafo, la pupilla, berillo verde vivo e splendente dell’occhio, può accostare significato simbolico e virtù
talismatiche, essere occhio della mente della creazione artistica e di ogni espressione del talento umano.